
Come scrissi in un precedente articolo, un tempo le fiabe venivano trasmesse oralmente, erano patrimonio di una saggezza popolare e non erano rivolte solo ai bambini.
Esse narrano di un’esperienza umana dal valore universale, costituiscono un viaggio antropologico di trasformazione. Sono come dei quadri che in immagini rappresentano la vita dell’uomo, il suo cammino di crescita, attraverso prove e difficoltà, lotte interiori e lacerazioni, alla ricerca di se stesso.
Per questa capacità del racconto fiabesco di parlare all’anima delle persone, ho pensato di integrarlo con l’attività pittorica.
Gli anziani delle case di riposo hanno così realizzato dei dipinti ad acquarello, rievocando immagini archetipiche molto simili a quelle presenti in una fiaba di origine polacca, intitolata L’incantesimo della sorgente, che abbiamo riadattato insieme.
In un villaggio viveva un uomo con le sue tre figlie. Un giorno egli si ammalò gravemente ma a niente servirono le pozioni di erbe preparate dagli stregoni del luogo.
- Oh! se potessi bere l’acqua della magica sorgente – si lamentava l’uomo – guarirei certamente, ma la sorgente è così lontana che non riuscirò a raggiungerla! -
La figlia maggiore, addolorata per la sorte del padre, prese una grossa brocca e partì per recarsi alla sorgente fatata. Continue reading