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Fiabe e anziani

Fiaba - L'incantesimo della sorgente

Come scrissi in un precedente articolo, un tempo le fiabe venivano trasmesse oralmente, erano patrimonio di una saggezza popolare e non erano rivolte solo ai bambini.
Esse narrano di un’esperienza umana dal valore universale, costituiscono un viaggio antropologico di trasformazione. Sono come dei quadri che in immagini rappresentano la vita dell’uomo, il suo cammino di crescita, attraverso prove e difficoltà, lotte interiori e lacerazioni, alla ricerca di se stesso.
Per questa capacità del racconto fiabesco di parlare all’anima delle persone, ho pensato di integrarlo con l’attività pittorica.
Gli anziani delle case di riposo hanno così realizzato dei dipinti ad acquarello, rievocando immagini archetipiche molto simili a quelle presenti in una fiaba di origine polacca, intitolata L’incantesimo della sorgente, che abbiamo riadattato insieme.

In un villaggio viveva un uomo con le sue tre figlie. Un giorno egli si ammalò gravemente ma a niente servirono le pozioni di erbe preparate dagli stregoni del luogo.
– Oh! se potessi bere l’acqua della magica sorgente – si lamentava l’uomo – guarirei certamente, ma la sorgente è così lontana che non riuscirò a raggiungerla! –
La figlia maggiore, addolorata per la sorte del padre, prese una grossa brocca e partì per recarsi alla sorgente fatata. Continue reading

Raccontami una fiaba

Racconto della fiaba

La fiaba è stata per noi portatrice di benessere. Ne abbiamo gustato la bellezza

Alla scuola elementare di Rodengo Saiano, quando la maestra ha chiesto ai suoi alunni di classe seconda cosa è piaciuto di più del progetto, che ho portato avanti con loro negli ultimi due mesi, la maggior parte ha risposto: “il racconto della fiaba”. Continue reading

Fiaba sonora: i musicanti di Brema

C’era un volta un uomo che aveva un asino. Per tanti anni l’animale aveva portato assiduamente i sacchi al mulino; ma ora le forze lo abbandonavano e non era più abile nel lavoro. Allora il padrone pensò di toglierlo di mezzo; ma l’asino si accorse che non tirava un buon vento, scappò e prese la via di Brema: là, pensava, avrebbe potuto diventare suonatore della banda municipale…

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Durante questo mese, il sabato mattina, tengo un laboratorio di arteterapia presso una classe seconda della scuola primaria di Rodengo Saiano (Bs). I bambini sono coinvolti in attività di pittura con gli acquarelli, di espressione corporea e di giochi ritmici. Inoltre, vengono stimolati ad utilizzare alcuni degli strumenti musicali, disponibili a scuola, per accompagnare un racconto.
A tale scopo ho scelto la fiaba I musicanti di Brema.

Per sonorizzare la fiaba propongo di partire da un disegno illustrato alla lavagna dai bambini, che rappresenta i quattro animali nella famosa posizione, uno sopra l’altro, ad iniziare dall’asino in basso, fino al gallo più in alto.
In questo modo, mentre il conduttore narra la fiaba, può segnalare l’ingresso in scena di un personaggio, indicandolo con una bacchetta, e i bambini ne accompagnano la manifestazione con un suono.
Gli alunni della classe si dividono in quattro gruppi, ciascuno dei quali suona uno strumento, con cui si intende evocare uno degli animali.
Insieme, dunque, cerchiamo le corrispondenze animali-strumenti:

  • attribuiamo le percussioni all’asino, per rappresentare i battiti dei suoi zoccoli;
  • scegliamo i raschiatori per il cane, perché il loro suono ricorda il suo raspare;
  • accostiamo il timbro morbido e ovattato, che si ottiene percuotendo i legnetti, all’immagine del gatto, per i suoi movimenti cauti e circospetti;
  • eleggiamo le sonagliere, perché meglio esprimono la frenesia del gallo.

Oltre al suono degli strumenti, aggiungiamo suoni onomatopeici (il soffiare del vento, le voci dei briganti) e percussione del corpo (i battiti dei piedi dei briganti che fuggono), da emettere e far risuonare tutti insieme.
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Testo di riferimento: Antonio Testa, Giocare con i suoni, coedizione BMG Ricordi e Alpha Centauri, Milano 1999.