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Sull’importanza di sentirsi gratificati

Arteterapia con anziani

In alcune case di riposo in provincia di Cremona e Brescia, piccoli gruppi di ospiti si dedicano da tempo all’attività di arte terapia. Li unisce il piacere comune di dipingere, di lasciarsi trasportare e immergere nella bellezza dei colori, di trarne immagini poetiche e inaspettate.

Il processo artistico cui prendono parte è un processo simbolico che parte dal sé, dalla propria interiorità, ma che tende anche ad uscirne e a travalicare il singolo individuo, collocandolo in un gruppo sociale che co-partecipa all’esperienza personale di ciascuno.

Uno dei desideri manifestati dalle persone anziane è quello di vedere riconosciuta la propria esperienza, di sentire che essa ha un valore, non solo per se stesso, ma anche per gli altri. Ogni persona rivolge più o meno esplicitamente a chi gli sta vicino una richiesta di riconoscimento.

In ognuno di noi c’è la volontà di condividere il proprio mondo, di sentire riconosciuta la propria capacità e la propria sensibilità, dunque la volontà di esserci e di essere parte di un gruppo.

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Ofelia

Ofelia

Partecipando al laboratorio di arteterapia presso la casa di riposo di Pontevico (Bs), nel suo viaggio pittorico dal colore alla forma, una delle ospiti ha rivelato l’immagine di una donna blu, circondata dai fiori.
Ho immediatamente associato questa rappresentazione a Ofelia, figura femminile shakespeariana, che ha tanto affascianto gli artisti tra Ottocento e Novecento, tra i quali Redon.
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Vivere gli spazi in rsa

camera da letto

Nelle case di riposo dove viene proposta l’arteterapia, se ci si ferma nelle salette o si passa lungo i corridoi dei diversi reparti, capita che si possano ammirare appesi alle pareti i lavori pittorici, eseguiti dagli ospiti che partecipano all’attività.
Simili esposizioni permanenti costituiscono per loro un motivo di grande soddisfazione, vanno ad assumere un significato affettivo e contribuiscono a rendere l’ambiente meno ospedalizzato e più ‘familiare’.

Alcuni anziani chiedono anche di poter appendere i propri dipinti nella camera in cui dormono. È un desiderio molto positivo: dimostrano di non essere indifferenti, di non aver disinvestito dal vivere, ma di aver sentito l’esigenza di distinguere i propri spazi da quelli degli altri e di avere vicino a sé il prodotto di uno sforzo, di un’energia creativa che non si è assopita.
Il fatto che l’individuo possa avere luoghi propri e personalizzati, rinforza il sentimento di familiarità e il senso di appartenenza all’ambiente. Non solo, tale possibilità favorisce anche la condivisione: la persona anziana mostra volentieri ai parenti o agli operatori della struttura il frutto del proprio lavoro.