Category archives: Fiabe e racconti

I colori delle fiabe

L’esposizione presenta una serie di lavori individuali realizzati dagli ospiti della casa di riposo che ogni settimana partecipano all’attività pittorica.
Nel percorso di quest’anno gli incontri si sono aperti con il racconto di una fiaba che ha immerso gli ascoltatori nel tempo sospeso e magico della narrazione.
Le fiabe esprimono un’esperienza umana nel suo percorso evolutivo, rappresentano i conflitti dell’anima, che ogni uomo attraversa nelle diverse età della vita, e si servono di un linguaggio immaginativo e simbolico.
Dopo il racconto, tramite l’uso del colore, sono stati rielaborati i sentimenti, le atmosfere e alcune immagini emerse nella fiaba, come il bosco, la casa, il fiore, gli animali, gli uccelli, il serpente. Continue reading

Mio nonno era un ciliegio

Mio nonno era un ciliegio_1

Durante una serie di incontri presso una delle case di riposo, dove tengo i laboratori di arteterapia, ho letto al gruppo di ospiti lo splendido libro “Mio nonno era un ciliegio”. Ne sono nati dei lavori che hanno preso avvio e spunto da tali letture.

Quando avevo quattro anni, avevo quattro nonni: due nonni di città e due nonni di campagna.
Quelli di città si chiamavano Luigi e Antonietta e assomigliavano spiccicati a tutta la gente di città.
Quelli di campagna si chiamavano Ottaviano e Teodolinda e non assomigliavano a nessuno, nemmeno ai loro vicini di casa (…).
Tutti diversi i nonni di campagna. Per prima cosa avevano oche e polli al posto di un cane; poi non uscivano quattro volte al giorno a portarli a passeggio; infine non abitavano sopra di noi, ma a quaranta chilometri di distanza e io li vedevo sì e no un paio di volte al mese. (1)

Mio nonno era un ciliegio 4

… quando la mamma nacque, il nonno andò in paese e tornò con un paio di orecchini d’oro per la nonna e una pianta di ciliegio. Andò nell’orto, scavò una buca, la riempì di letame caldo e piantò l’albero; poi prese un temperino, lo arroventò e incise a fuoco un nome: FELICITÀ. La mamma, infatti, si chiama così e questo, secondo il nonno, doveva essere anche il nome del ciliegio. Ma la nonna gli fece notare che era un nome poco adatto a un ciliegio; allora il nonno decise che lo avrebbe chiamato Felice, e così è stato. (2)

Mio nonno era un ciliegio 3

… più ancora che per i polli, la nonna aveva una passione per le oche. Non so perché; lei diceva che erano più intelligenti dei cristiani, ma io penso che fosse perché le assomigliavano un poco. Ce n’era una, Alfonsina, che era la sua preferita. Era così grande e grossa che io mi ci sedevo sopra e mi facevo portare a spasso per il cortile. Anche a me piaceva Alfonsina. Appena arrivavo mi correva incontro e mi seguiva dappertutto. E potevo dirle qualsiasi cosa che lei mi capiva. (3)

Mio nonno era un ciliegio 2
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Note:
1) Angela Nanetti, Mio nonno era un ciliegio, Edizioni EL, 2014 (pagine 9 – 10)
2) Ibidem (pagine 12 – 13)
3) Ibidem (pagine 20 – 21)

San Giorgio

San Giorgio e il drago

In casa di riposo alcuni anziani rievocano pittoricamente la storia di san Giorgio, narrata nel XIII secolo da Jacopo da Varazze nella Legenda aurea.

Il tribuno Giorgio era originario della Cappadocia. Giunse una volta nella provincia di Libia, in una città chiamata Silena. Nella vicinanze di quella città vi era uno stagno grande quanto il mare, in cui si nascondeva un drago pestifero. Continue reading